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Castello Superstite indenne di invasioni, guerre, assedi, espugnazioni e distruzioni, il Castello di Roppolo ha attraversato le vicende di oltre un millennio di Storia da una posizione di dominio sul territorio circostante. Un paesaggio splendido e aperto, che dai ruderi del Castello di Viverone, conduce lo sguardo ad abbracciare in lontananza le bianche case di Ivrea, la valle e le montagne di Aosta, il colle di Masino. La magnificenza del passato sotto la potente famiglia dei Bichieri è ancora viva e presente nell’ala duecentesca del maniero, sulla cui parete principale ancora domina lo stemma dei tre bicchieri riempiti di vino a metà, sotto il cappello cardinalizio del Cardinale Guala. Dal 1441 fino alla Rivoluzione Francese, il Castello fu sotto i Signori Valperga, che dettero i natali al crudele Ludovico, Signore di Roppolo, che uccise il nemico Bernardo di Mazzè murandolo vivo nel maniero. Ai Valperga si deve tuttavia la ristrutturazione dell'edificio con l'aggiunta dell'ala Est, di stile rinascimentale definendo così nei suoi elementi essenziali quella che poi è rimasta fino ad oggi la sua fisionomia edifica. Nel 1837 il Castello fu venduto ad un ricco borghese di Livorno Ferraris, Ignazio Anselmi, che lo trasformò in residenza di campagna. L' attuale proprietario Umberto Novarese di Moransengo, dopo un accurato restauro adibì le sale a ristorante riacquistando il fascino dei tempi passati e mostrando le delicate decorazioni ottocentesche ai nuovi ospiti del Castello riuniti a pranzo. Oggi sotto la gestione di capaci ristoratori, tutti i giorni dell'anno potete degustare le numerose proposte gastronomica in una elegante e magica atmosfera.





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